image

MADE extra

Un pomeriggio di dialogo e confronto sul cambiamento e il futuro del mondo delle costruzioni e non solo: parleremo di pratiche di costruzione innovative e degli obiettivi della direttiva "green" dell'UE, di facciate e delle nuove tendenze progettuali.

Scopri il programma e partecipa! L'ingresso è gratuito

Scopri tutte le novità

image

MADE extra

Un pomeriggio di dialogo e confronto sul cambiamento e il futuro del mondo delle costruzioni e non solo: parleremo di pratiche di costruzione innovative e degli obiettivi della direttiva "green" dell'UE, di facciate e delle nuove tendenze progettuali.

Scopri il programma e partecipa! L'ingresso è gratuito

Scopri tutte le novità

In evidenza
La ville du quart d'heure: una città a portata di mano
image
Arriva da Parigi un modello urbano sostenibile, basato sulla prossimità, della quale si parla sempre più spesso anche in Italia.

Di vivere in modo sostenibile se ne parla da tanto e un modello urbanistico in questo senso arriva dalla Ville Lumière. È stato Carlos Moreno, professore della Sorbona, a introdurre per primo il concetto di città dei 15 minuti proponendo una nuova idea di prossimità, legata all’ambito cittadino e orientata a uno sviluppo sostenibile.  

Una diversa progettazione territoriale, ecologica e sostenibile dei servizi e degli spazi di un’area che passa dalla pianificazione urbanistica alla pianificazione della vita urbana è alla base del manifesto di Moreno. 

La "ville du quart d'heure" prevede di riorganizzare gli spazi urbani in modo tale che il cittadino possa trovare tutto quello che gli occorre per vivere entro un quarto d’ora da casa (a piedi o in bicicletta): lavoro, negozi, strutture sanitarie, scuole, centri sportivi, aree verdi, luoghi di aggregazione come bar, ristoranti, spazi culturali ecc. 

Un approccio di pianificazione insolito e innovativo il cui obiettivo è incidere positivamente sul ritmo di vita, mettendo al centro le persone e la qualità di vita, rinforzando il legame con il territorio.   

Un punto di vista diverso: se prima l’urbanizzazione si basava sull’idea di facilitare lo spostamento dando la possibilità di raggiungere posti lontani in minor tempo, oggi prende piede un paradigma inverso, ovvero avvicinare i luoghi alla collettività e all’individuo, riducendo in questo modo lo spostamento che spesso avvien con mezzi inquinanti ed energivori. 

Un modo nuovo di costruire, investire e ridisegnare lo spazio urbano che molte metropoli, come Milano, Parigi e Barcellona non vogliono lasciare sulla carta, ma che stanno cercando di trasformare in progetti concreti.  

Nuove forme di progettualità urbanistica, in tandem con innovative concezioni della mobilità e dell’abitare, sono temi sempre più centrali per decisori pubblici, stakeholder, imprese e progettisti e che – all’interno di percorsi di approfondimento dedicati – saranno oggetto di dibattito e confronto a ME 2023.