La parola a …Gabriele Buia, Presidente ANCE

Rigenerazione e riqualificazione urbana


Riqualificare è la ricetta giusta per rendere le nostre città più vivibili e per rilanciare l’edilizia?

Non solo è la ricetta giusta, ma è l’unica strada percorribile per limitare il consumo di nuovo suolo e rigenerare un patrimonio edilizio in pessime condizioni, che necessita di una radicale opera di ammodernamento in termini di efficienza energetica, sicurezza e qualità. Un‘esigenza avvertita da tutti, ma che ancora non riusciamo a tradurre in interventi concreti e di ampio respiro. Finora, salvo qualche eccezione, abbiamo assistito solo a piccole operazioni di ricucitura urbana che non bastano per attivare quel grande piano di rigenerazione delle città che, come Ance, riteniamo sia una delle priorità assolute per far ripartire l’economia e migliorare la qualità della vita dei cittadini.

Un primo passo importante sarebbe la definizione di una legge quadro all’interno della quale inserire tutti gli strumenti urbanistici, fiscali e normativi necessari per rendere la rigenerazione urbana realmente possibile. Un progetto al quale come Ance stiamo lavorando intensamente e che presto intendiamo consegnare al Governo.

Quale strada dovranno percorrere le aziende del settore per essere competitive e quindi protagoniste in questo processo?

Il nuovo mercato delle costruzioni, scaturito dalla grave crisi di questi anni, non solo si è dimezzato nei volumi di investimento, ma appare profondamente mutato anche nelle sue caratteristiche, tanto da richiedere alle imprese un deciso e netto cambiamento culturale. La riqualificazione dell’esistente, degli edifici e del territorio, è diventata il più importante driver di sviluppo, non solo del settore, ma del Paese stesso, che fa i conti con un degrado generalizzato e con un’insicurezza costante. Riqualificare significa rendere sicuro il territorio, attraverso interventi contro il dissesto, ma anche rigenerare pezzi di città ormai obsolete, cambiandone le funzioni e arricchendole di servizi. Significa rendere sicuri edifici che, per la loro qualità originale o per la mancata manutenzione, non sono più adatti ad accogliere e proteggere le persone che vi abitano e vi lavorano, fino alla loro sostituzione con edifici più sicuri ed efficienti. Significa, infine, intervenire per limitare lo spreco di risorse energetiche, attraverso un adeguamento alle più recenti norme di risparmio e di produzione di energia. Se questo è il mercato del futuro, le imprese devono farsi trovare pronte, specializzando la propria attività e garantendo che i processi attivati siano portati a termine nei tempi e nei costi previsti e con qualità. Imprese di qualità, quindi, che siano messe nelle condizioni di essere riconoscibili dal mercato, e in grado di lavorare in stretta sinergia con tutti gli altri attori del processo, progettisti, impiantisti, fino ai produttori di materiali e tecnologie e di creare un rapporto fidelizzato con la domanda.

 

Che ruolo potrà giocare una fiera come MADE expo da sempre attenta a valorizzare l’innovazione?

Il Made Expo rappresenta da tempo un appuntamento e un punto di riferimento importante per la filiera dell’edilizia. E’ in occasioni come queste che gli operatori del settore hanno l’opportunità di confrontarsi e di conoscere le più interessanti novità in tema di innovazione e tecnologie, oltre alla possibilità di fare sistema, che è oggi una delle principali priorità. La fiera ha inoltre il merito di focalizzare l’attenzione sugli argomenti più rilevanti del momento, tra cui oggi rientra senza dubbio proprio quello della rigenerazione urbana e della messa in sicurezza antisismica. L’azione di sensibilizzazione e di condivisione, che i grandi eventi come il Made Expo possono svolgere, contribuisce a creare i presupposti per perseguire obiettivi di modernizzazione fondamentali per la competitività delle nostre città e del sistema Paese.