ANTISISMICA. L'importanza della prevenzione


Fra piani a lungo termine e mitigazione del rischio. Quanto conta lo studio del territorio quando si parla di edilizia? L'opinione di Vincenzo Giovine

Fra piani a lungo termine e mitigazione del rischio. Quanto conta lo studio del territorio quando si parla di edilizia? L'opinione di Vincenzo Giovine

A prescindere dal materiale da costruzione devono essere opportunamente applicate regole di dettaglio perché vi siano costruttori qualificati, una progettazione attenta alle regole di duttilità espresse dalle attuali NTC e una direzione lavori che sappia valutare attentamente il costruito e le prestazioni dei materiali in ingresso al cantiere. A tal proposito nel corso dell’ultima edizione di MADE expo (2015) il Consiglio nazionale dei geologi aveva esposto con chiarezza i metodi per mettere in sicurezza il fragile territorio del nostro Paese.

 

MADE expo ha raccolto l’opinione di Vincenzo Giovine, Vice Presidente Consiglio Nazionale dei Geologi.

 

Dott. Giovine, quanto conta lo studio dettagliato della geologia e della geomorfologia quando si parla di edilizia?

"In Italia non esistono zone totalmente escluse dal rischio sismico, fatta eccezione per la Sardegna che presenta un rischio minore. La conoscenza del territorio è fondamentale, sia per progettare nuove costruzioni, sia nell’ambito della ricostruzione: a parità di condizione del fabbricato, infatti, un ruolo importante lo giocano anche gli "effetti di sito" legati al terreno, alla geologia e alla morfologia locali. Occorre implementare gli studi sulla micro-zonazione sismica, che consentono di verificare a livello puntuale gli effetti dell'amplificazione sismica che agendo sull’interazione fra la struttura e il terreno possono incidere a livello di danni sulle strutture stesse."

 

Il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, ha dichiarato che “Il Paese metterà in campo un piano organico di prevenzione".  Qual'è la vostra proposta alle istituzioni?

"Non va dimenticato che Il 60 % del patrimonio edilizio italiano è stato realizzato prima della Legge 64 del 1974 che ha introdotto le prime norme tecniche per la costruzione in aree sismiche. Proponiamo di predisporre un “Fascicolo del Fabbricato sugli edifici”, una sorta di “libretto sanitario” degli edifici. Consentirebbe di avere una mappatura completa, comprensiva di caratteristiche geologiche del sito, strutturali e manutentive."

 

Per la filiera italiana dell’edilizia la messa in sicurezza del territorio è da sempre un tema di evidente attenzione e approfondimento. Come proseguire la diffusione di una cultura legata alla prevenzione?

"Dal punto di vista culturale, bisognerebbe cominciare a svolgere anche una seria opera di educazione scolastica per quanto riguarda i comportamenti da tenere in caso di emergenza, come avviene, per esempio, in Giappone. È fondamentale proiettare un piano a lungo termine con l’obiettivo di arrivare a una situazione non di rischio zero, il che è impossibile, ma di mitigazione del rischio esistente."