RIQUALIFICAZIONE DELLE PERIFERIE

ESEMPI VIRTUOSI


Renzo Piano non ha dubbi sulla centralità delle periferie nella vita urbana: “La missione dell’architettura in questo secolo è salvare le periferie. Se non ci riusciamo sarà un disastro, non solo urbanistico, ma anche sociale per i nostri figli”.

Il celebre architetto, ricordiamo fra i suoi più importanti progetti nell’ambito della riqualificazione di periferie urbane il campus della Columbia University a Harlem, il tribunale di Parigi ai confini della banlieue nord e la nuova scuola Normale superiore di Saclay a sud della capitale, non ha infatti mai nascosto il forte interesse e la grande attenzione verso la cura e la riqualifica delle aree periferiche.

Una missione, quella della riqualificazione, non solo urbanistica, ma anche sociale, che spesso comporta un rinnovamento delle infrastrutture, della viabilità, degli edifici, dei servizi, ma anche un percorso per creare coesione sociale. Riqualificare significa tenere conto delle origini di un luogo, preservarle e migliorarle, ma senza privarle della loro identità.

“L’identità di un progetto non è una questione di firma, ma di genius loci” afferma Mario Cucinella.

Ogni progetto deve essere contestualizzato e integrato, deve funzionare e diventare parte integrante della quotidianità. L’identità di un progetto deve essere legata alla capacità dell’edificio di rispondere a un luogo, a una domanda precisa, rendendo così ogni progetto differente dagli altri.

A FINE 2017 IN ITALIA IL GOVERNO HA APPROVATO 120 PROGETTI DI RIQUALIFICAZIONE PERIFERICA PER UN VALORE DI 3,8 MILIARDI. 
TANTE E ANCORA TROPPE SONO PERÒ LE ZONE PERIFERICHE LASCIATE IN STATO DI ABBANDONO E DI DEGRADO. 
LE METODOLOGIE DI INTERVENTO IN GRADO DI RISOLLEVARE, PORTARE ALLA RINASCITA E AL CAMBIAMENTO UN LUOGO SONO DIVERSE.

 

Vediamo alcuni progetti in corso in Italia

Il caso Giambellino, nella zona sud-ovest di Milano può essere considerato un tipico intervento per migliorare la realtà abitativa del quartiere. Sull’area non era mai stato fatto alcun intervento prima del progetto del gruppo di lavoro G124 di Renzo Piano. Ricucire i percorsi pedonali, completare il parco con attrezzature e spazi destinati a nuove funzioni e abbattere il muro presente tra il mercato e il parco per poter creare nuovi spazi condivisibili sono solo alcuni dei punti della proposta progettuale, alla quale hanno partecipato apertamente gli abitanti e la rete locale di associazioni e operatori. Lo spirito del progetto è stato quindi cucire anziché costruire con un approccio di condivisione con chi il territorio lo abita.

Un altro esempio di riqualificazione periferica a Milano è costituito da seiMilano: interesserà l’area di Bisceglie nel sud-ovest della città e il masterplan è firmato dallo studio Mario Cucinella Architects, con la collaborazione del celebre paesaggista francese Michel Desvigne.

Il piano propone il tema della “città giardino”, che come il modello disegna una città a misura d’uomo immersa completamente nel verde. È un intervento di apertura e di interazione con la città caratterizzato da una forte simbiosi tra architettura e paesaggio.

Fonte immagine: www.seimilano.com

Mario Cucinella ha dichiarato che il disegno del masterplan nasce da una frammentazione dello spazio e dalla conseguente volontà di favorire la permeabilità tra parco, residenze, volumi terziari, spazi commerciali e il resto della città, avendo come obiettivo finale quello di rendere l’area viva 24 ore su 24, sicura e dotata di una propria identità capace di emanare un senso di appartenenza.

Da ex cava di Geregnano il quartiere si trasformerà entro il 2022 in una nuova polarità urbana sviluppandosi attorno ai concetti cardine di sostenibilità e di integrazione.

Altri due casi virtuosi in Europa

L’architettura intesa come missione sociale è il cuore del progetto della stazione Clichy-Monfermeil del Grand Paris Express di Benedetta Tagliabue. Il piano che include la stazione sotterranea ma anche la creazione di una nuova piazza che diventerà il simbolo di rinascita e di cambiamento di una zona periferica abbandonata e dimenticata per troppo tempo. Un approccio alla ricerca della massima integrazione dell'accesso alla stazione della metropolitana con il contesto urbano. Un percorso che invita le persone a uscire dalla stazione per partecipare alla vita della piazza.

Fonte immagine
www.mirallestagliabue.com/project/clichy-montfermeil-metro-station/

Un Bosco Verticale di nuova generazione a cura di Stefano Boeri Architetti sarà parte centrale del progetto Wonderwoods, piano che riqualificherà l’area di Jaarbeursboulevard vicino alla Stazione di Utrecht. Uno smart building capace di dialogare con la città circostante grazie sia al piano terra aperto verso l’esterno e contiguo al quartiere, sia al suo sviluppo verso l’alto, che rispetta e valorizza le dimensioni dell’isolato tra Croeselaan e Jaarbeursboulevard. L’area rappresenterà il nuovo polo del benessere di Utrecht.

Fonte immagine
www.stefanoboeriarchitetti.net/notizie/ad-utrecht-il-primo-bosco-verticale-olandese/